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LEGAMBIENTE FIRENZE

 

Firenze, 23 Luglio 2008                              comunicato stampa

 

SABATO 26 MANIFESTAZIONE AMBIENTALISTA

CONTRO L’ABBANDONO DEGLI ANMALI DOMESTICI

IN OCCASIONE DEGLI ESODI ESTIVI:

«VAI IN VACANZA, NON LASCIARMI PER STRADA, NON MI ABBANDONARE,  LASCIAMI A UN AMICO».

 

Associazioni  ambientaliste e animaliste organizzano per sabato 26 luglio una nuova manifestazione contro l’abbandono degli animali domestici, che nel periodo vacanziero torna a rappresentare una vera calamità. L’appuntamento è per le ore 9.30 fino alle 12.30, in viale Guidoni prima dell’imbocco dell’autostrada Firenze-Mare, dopo il distributore di benzina. Il titolo della manifestazione è: “VAI IN VACANZA, NON LASCIARMI PER STRADA, NON MI ABBANDONARE, LASCIAMI A UN AMICO”.

Sono oltre 250.000 sono gli animali abbandonati ogni anno a livello nazionale e la nuova legge contro l’abbandono, sostengono le associazioni ambientaliste e animaliste, prevede importanti sanzioni per chi destina il suo miglior amico a una morte quasi certa, invece di affidare l’animale ad amici o strutture private o a complessi turistici adibiti. I canili infatti gravano in condizioni economico-igieniche precarie, affidati quasi unicamente alla buona volontà dei volontari. Continua infine l’impegno di gran parte delle associazioni ad organizzare, in collaborazione con Centri commerciali, punti di raccolta di generi di prima necessità e di fondi per i canili e colonie feline, così come opere di sensibilizzazione per le adozioni.


ADESIONI ALLA MANIFESTAZIONE:

Legambiente Firenze

Ceda onlus - comitato europeo difesa animali

LAV Firenze

Guida Verde sos animali

OIPA Firenze Organizzazione Internazionale Protezione Animali

Unione amici del cane del gatto

Luca Ragazzo-Gruppo Verdi Provincia di Firenze

Per informazioni: Angelo Cappelletti Legambiente Firenze:3332403310

LEGAMBIENTE FIRENZE

Firenze, 3 Luglio 2008 comunicato stampa

AEROPORTO – AFFOLLATA ASSEMBLEA A QUARACCHI IERI SERA.

APPROVATO DECALOGO DI RICHIESTE AL COMUNE:

«UN TAVOLO DI CONCERTAZIONE FRA ASSOCIAZIONI, CITTADINI E LA GIUNTA COMUNALE».

Peretola«E’ stata un’assemblea affollata e positiva, ieri sera a Quaracchi, per discutere del presente e del futuro dell’aeroporto, con un centinaio di cittadini e numerosi consiglieri comunali presenti, e abbiamo approvato un decalogo di richieste che presenteremo all’amministrazione comunale». Così ha commentato Angelo Cappelletti, presidente di Legambiente Firenze, fra i promotori dell’assemblea pubblica di ieri, insieme al gruppo Luda SMS Peretola, Amici della Terra e Comitati spontanei di zona. «Vogliamo un tavolo di concertazione fra associazioni, cittadini e Comune per affrontare la questione aeroporto e il suo temuto sviluppo con nuove piste – ha continuato il rappresentante di Legambiente - perché prima ancora di parlare del potenziamento dell’aeroporto il Vespucci deve diventare “sostenibile” per il territorio e per i suoi abitanti, minimizzando gli insostenibili effetti attuali ed evitando il peggioramento che potrebbe derivare dalle ipotesi di ulteriore potenziamento dello scalo».

A conclusione dell’assemblea è stato approvato il seguente “decalogo” di richieste e di priorità all’Amministrazione Comunale di Firenze:

1) occorre prioritariamente intervenire per riportare nei limiti di legge l’impatto acustico che ha l’aeroporto, in modo inaccettabile nei centri abitati di Quaracchi, Brozzi e Peretola, sollecitando ADF ad attuare immediatamente il sistema di monitoraggio acustico collegato alle tracce radar come elemento per valutare l’effettiva possibilità di rispettare il limite acustico dei 60 dB(A), che i rilievi ARPAT disponibili rivelano invece essere ripetutamente sforato grazie ai velivoli in atterraggio più grandi e più rumorosi di prima e ai frequenti ritardi notturni che protraggono l’orario di atterraggio dei velivoli sino anche le due della notte;

2) rendere pubblici sia il progetto di monitoraggio di ADF (posizione delle centraline, modalità di rilievo) sia i risultati ottenuti;

3) ottenere da ADF notizie certe sul piano di risanamento acustico a cui è obbligata (entro scadenze già superate) e sottoporre lo stesso ad analisi pubblica;

4) realizzare uno studio sullo stato di salute del territorio come aggiornamento ed integrazione della VIS realizzata dall’Azienda Sanitaria Regionale per il progetto dell’Inceneritore di Rifiuti, sulla base dell’evoluzioni recenti del territorio ed includente anche valutazioni sul carico ambientale dovuto all’aeroporto;

5) ridurre l’orario di agibilità dall’attuale 06.30-23.00 (per giunta sforato dai frequenti ritardi) ad un più consono al riposo 07.00-22.00.

6) arrivare al contingentamento dei voli, come all’aeroporto romano di Ciampino, con modalità idonee alle proporzioni ridotte del nostro scalo che non si può permettere più di 70-80 voli complessivi al giorno (il nuovo orario estivo prevede dieci voli giornalieri in più rispetto all’orario invernale e cinque-sette voli in più rispetto al 2007);

7) potenziare i collegamenti con l’aeroporto di Pisa puntare all’integrazione e al potenziamento dei collegamenti sia con Pisa, in un’ottica d’integrazione regionale con gli altri scali della Toscana, che con Bologna, visto che con la realizzazione della linea dell’alta velocità per raggiungere da Firenze il capoluogo emiliano occorreranno 35 minuti;

8) discutere in tempi brevi in Consiglio Comunale la questione “aeroporto”, con l’approvazione di mozioni e di atti che abbiano lo scopo di rendere “sostenibile” l’aeroporto stesso;

9) garantire che l’eventuale costruzione del nuovo stadio nell’area Fondiaria di Castello, collegato anche allo sviluppo dell’aeroporto e alla eventuale nuova pista, non renda impossibile la vita agli abitanti delle zone vicine e confermi il progetto integrale del parco previsto con 22 mila alberi, non solo ai fini residuali e di vincoli aeroportuali ma soprattutto di qualificazione ambientale dell’area, e il mantenimento del parco di Focognano;

10) occorre uno studio approfondito per valutare se la realizzazione di una pista parallela e bidirezionale o più lunga di 400 metri oppure obliqua diminuisce o invece aumenta la quantità di popolazione esposta al rumore causato dagli atterraggi e decolli su un’area diversa rispetto a quella attuale, con la evidente possibilità di spostare il rumore anche in altre zone, come il Polo Universitario, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Firenze Nova, Via Baracca, Novoli e Castello.

Per informazioni: Angelo Cappelletti 333-2403310

Oltre 60.000 persone – secondo gli organizzatori - hanno partecipato sabato scorso a Milano alla “Marcia per il clima”, la giornata di mobilitazione organizzata da un vasto cartello di organizzazioni, da Legambiente all´Arci, da Slow Food ai sindacati. La manifestazione, cominciata intorno ai 160 stand allestiti in un festoso Corso Venezia chiuso al traffico, è proseguita con un corteo partito da piazza San Babila.

(vedi anche su Greenreport)

Fermare la febbre del pianeta, dire sì alle rinnovabili e all’efficienza energetica, no al nucleare

Una grande alleanza di associazioni si mette in Marcia per il Clima il 7 giugno a Milano

Il pullman organizzato da Legambiente parte da Firenze, di fronte al Mercato Ortofrutticolo, alle ore 9,00 (ritrovo ore 8,30) metre il ritorno è da P.za S.Babila alle ore 19,00. Il prezzo da pagare è di 20 € a persona, presentandosi alla sede di Legambiente Toscana (via Orsini 44) ogni giorno ore 9-18)

Aggiornamento sito

Sito in aggiornamento

 ed inoltre …

rinnovaTessera

 

Professore di storia e filosofia spiega a greenreport il suo programma. Nuovo anche il direttore, con Rossella Muroni che è subentrata a Francesco Ferrante 

LIVORNO. Un professore di storia e filosofia da ieri è alla guida di Legambiente, che in occasione del congresso nazionale ha infatti eletto come presidente Vittorio Cogliati Dezza. Prende il posto di Roberto Della Seta, chiamato da Veltroni a far parte dell’esecutivo del Partito democratico. Nuovo anche il direttore, con Rossella Muroni che è subentrata a Francesco Ferrante.

Vittorio Cogliati Dezza, come sarà la nuova Legambiente?
«Legambiente ha una cultura consolidata, per cui ci inseriremo nella continuità dei grandi filoni che hanno caratterizzato la storia di questa associazione: autonomia prima di tutto; cura della società civile, quindi della qualità dei territori e della partecipazione dei cittadini; interlocuzione con il mondo della politica a tutto campo. Queste sono le caratteristiche di fondo che abbiamo individuato al congresso e che ci consentiranno di affrontare le grandi sfide che ci troviamo davanti».

Quali sono queste sfide?
«La prima è quella climatica, e su questa credo ci sia da dire ben poco anche perché oggi ogni questione finisce per essere inglobata in questo tema. La seconda sfida che abbiamo davanti è quella di riportare al centro della discussione politica la questione urbana, che non è soltanto un problema di qualità tecnica dell’edilizia, di risparmio e di efficienza. C’è anche un problema di imbarbarimento dei conglomerati urbani, di consumo di territorio che va al di là delle strutture storiche delle città. Il nostro intento è quindi quello di avviare un’interlocuzione sempre più forte con il mondo dell’industria edile.
Terza sfida valorizzare e difendere i beni comuni, cioè tutto ciò che ha a che fare coi beni della collettività, anche immateriali: legalità, bellezza, paesaggio, acqua, natura, biodiversità…
La quarta sfida è quella della qualità culturale dei territori, che è la chiave di lettura più importante per capire il futuro e cambiare il presente, un cambiamento che passa attraverso la costruzione nei territori di un nuovo vivere sociale, una nuova qualità.
Quindi attenzione al ruolo della scuola pubblica e alla necessità di costruire occasioni educative per gli adulti, c’è la necessità di continuare ad apprendere non nozioni, ma una nuova cultura del vivere per confrontarsi e capire dove va il mondo, secondo quelli che erano i principi delle università verdi. Una presenza forte sul territorio per rispondere anche a quel vuoto che si è venuto a creare con il progressivo abbandono dei quartieri e delle città da parte delle sezioni dei partiti».

A proposito di partiti. Nel mondo le tematiche ambientali rivestono sempre maggiore importanza e sono addirittura capaci di decretare le elezioni di un premier, come avvenuto alcune settimane fa in Australia. Anche in Italia qualcosa si muove e sembra che l’ecologia stia cominciando ad uscire dal “ghetto” in cui era confinata: ecologia non più sinonimo di salvaguardia, ma come opportunità di uno sviluppo economico sostenibile.
«Sì, direi che finalmente anche in Italia siamo usciti dalla fase pionieristica dell’ambientalismo . Oggi ci sono più soggetti, più opzioni politiche in campo ambientale e la vera debolezza forse va vista nel fatto che a differenza di molti Stati europei, e penso subito a Sarkozy in Francia e alla Merkel in Germania, in Italia questa presa di coscienza da parte della destra è quasi assente. Avere comunque nostri esponenti di spicco nel Pd e nell’Arcobaleno, rappresenta un elemento molto avvincente, perché finalmente avremo interlocutori credibili in più schieramenti».

Contemporaneamente però si rinforza il vento della cosiddetta antipolitica.
«Il nostro obiettivo, che è anche la nostra forza, è quello di radicarsi nella società e siamo profondamente distanti dall’antipolitica. Anche perché come diceva Bobbio ogni società civile ha la classe politica che si merita. Quindi il problema è proprio quello di intervenire in una società sempre più individualistica, persa dietro valori che sono profondamente in contraddizione con i valori di uno sviluppo sostenibile. Anche per questo motivo il congresso nazionale ha votato una mozione molto chiara e indicato la necessità di organizzare una grande manifestazione per il 7 giugno dedicata alla questione climatica, per dare voce da protagonista alla società civile e chiedere al governo di assumere la questione climatica come centrale dei prossimi anni: non solo come difesa dell’ambiente, ma come volano di innovazione, quindi per salvare il pianeta e rinnovare il sistema economico e delle relazioni sociali».

 

Firenze, 28 Novembre 2007

comunicato stampa

«DUE ‘NO’ AL REFERENDUM CHE SI TERRA’ A CAMPI BISENZIO PER DIRE NO AL TERMOVALORIZZATORE NELLA PIANA».

«Legambiente Firenze invita tutti i cittadini di Campi Bisenzio il 2 dicembre a dire due volte NO ai quesiti referendari, per dire No alla costruzione del termovalorizzatore nella Piana». E’ questo l’appello di Legambiente Firenze «per tutelare la salute e per chiedere politiche vere di gestione dei rifiuti».

Legambiente Firenze considera non attendibile la VIS, la Valutazione di Impatto Sanitario, che dovrebbe autorizzare la Provincia alla costruzione del termovalorizzatore, perché non è stato tenuto conto dell’inquinamento prodotto dall’autostrada del sole, dall’autostrada Firenze- Mare e dall’aeroporto di Peretola. «L’emergenza rifiuti è prodotta dall’inerzia della Provincia e di Quadrifoglio - accusa Legambiente - come mai l’impianto di compostaggio di qualità che doveva entrare in funzione il primo gennaio 2005 non è entrato in funzione? perché non viene replicata su vasta scala la raccolta porta a porta che ha permesso nel rione di Peretola e Petriolo di passare dal 6 al 65% di raccolta differenziata?».

Legambiente Firenze chiede perciò la raccolta differenziata porta a porta per le grandi utenze, come mense, ristoranti, mercati rionali, scuole, con lo scopo di ottenere compost di qualità. «In questo modo - sottolinea Legambiente Firenze - i Comuni della Provincia potrebbero raggiungere la riduzione del 15% nella produzione rifiuti con valori significativi di raccolta differenziata, mentre per la parte residuale - conclude Legambiente - fra le varie ipotesi, sarebbe interessante il trattamento a freddo dei rifiuti».

Congresso del Circolo fiorentino di Legambiente
“un’altra Firenze è possibile”

Sabato 17 novembre 2007
Centro Culturale Elsa Morante
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Programma

  • Ore 10.00 – inizio lavori
  • Elezione commissione elettorale
  • Introduzione del Presidente
  • Quadro economico a cura del Vicepresidente
  • Legambiente a Firenze: proposte per una critica costruttiva
    Comunicazioni a cura dei gruppi tematici
  • Legambiente Firenze: prospettiva e ruolo di un circolo cittadino
    Dibattito

13.30 Pausa Buffet

  • Ore 14.30 ripresa lavori
  • Dibattito sul ruolo del Circolo
  • Ore 15.30 termine presentazione candidature - verifica elettorale
  • Dibattito e votazioni sulle mozioni presentate
  • Conclusione lavori ed elezione nuovo Direttivo

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I documenti congressuali sono tutti consultabili :

(cliccare sul titolo del documento per aprirlo)

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Queste sono le questioni ambientali su cui il circolo è impegnato per il territorio di Firenze:
verde e animali, mobilità, rifiuti, territorio ed urbanistica, energia, acqua, patrimonio d’arte, scuola e formazione.
Sui suddetti temi sono gradite segnalazioni, informazioni e contributi, preferibilmente inviandole al nostro indirizzo di posta elettronica:
LegambienteFirenze@virgilio.it

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Sono stati rinnovati gli organi (Presidente e Consiglio), con i seguenti risultati:

Presidente: Cappelletti Angelo
Membri del Consiglio:

Battini Silvia
Bignotti Laura
Cattarozzi Andrea
Da Re Maurizio
Falqui Enrico
Ferruzza Fausto
Gasperini Federico
Grazzini Giuseppe
Marchetta Melania
Masserelli Paolo
Migani Massimo
Pingitore Luigi
Romanelli Michele
Sgatti Leonardo
Signanini Sergio

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VIALE MORGAGNI

Firenze, 31 ottobre 2007

COMUNICATO STAMPA

VIALE MORGAGNI – LA RICHIESTA DEGLI AMBIENTALISTI:

«ZTL E RIDUZIONE A UNA CORSIA PER SALVARE LE ALBERATURE ESISTENTI E PER RIDURRE DA SUBITO IL TRAFFICO PRIVATO».

E RILANCIANO:

«NUOVI ALBERI AL POSTO DELLE AUTO IN SOSTA»

«Gli alberi di viale Morgagni si possono salvare realizzando una specifica zona a traffico limitato e la riduzione a una corsia per il traffico privato, nel secondo tratto del viale, modificando così il progetto esecutivo dei lavori di viale Morgagni». E’ quanto chiedono le associazioni ambientaliste fiorentine, da Italia Nostra a WWF, da Legambiente a Firenzeinbici, che si rivolgono alla giunta comunale e ai gruppi consiliari di Palazzo Vecchio, perché «diano una soluzione positiva per evitare lo scempio degli alberi in viale Morgagni e un segnale forte a favore della tramvia».

«Il traffico privato in viale Morgagni deve essere ridotto drasticamente durante i cantieri e soprattutto con la tramvia a regime – continuano le associazioni ambientaliste – non ha quindi senso mantenere due corsie, almeno lungo il tratto fra via S.Stefano in Pane e largo Brambilla, dove è limitata la residenza in quanto zona universitaria, mentre le persone interessate a recarsi all’ospedale di Careggi possono utilizzare anche altre strade potenziando, ad esempio, gli accessi e l’area sosta su via delle Gore, e in futuro (speriamo non troppo prossimo) anche la tramvia. Così si evita il taglio degli alberi – aggiungono gli ambientalisti - previsto proprio per lasciare la seconda corsia per le automobili. Anzi vogliamo - rilanciano le associazioni - anche la piantumazione di nuovi alberi, ovunque sia possibile in viale Morgagni, al posto delle auto nelle aree di sosta, cominciando proprio dalle aree prospicienti i plessi universitari!».

«Chiediamo infine la modifica del progetto ‘definitivo revisionato’ della linea 3 della tramvia per il secondo tratto di viale Morgagni – concludono le associazioni ambientaliste – perché si mantenga lo spazio per la tramvia e la corsia riservata alle ambulanze, i marciapiedi, la pista ciclabile, una corsia per le auto e, dove possibile, l’ampliamento delle aree riservate alle alberature».

Alberi Fortezza

30 ottobre 2007                                     Comunicato stampa

Quando gli alberi cadono davvero per gli interessi di pochi…

Non esiste alcuna giustificazione per esprimere solidarietà nei confronti di un sindaco che ha permesso il taglio degli alberi alla Fortezza.

Il percorso giuridico che vede il Sindaco imputato di manomissione di un bene culturale, i 4 alberi abbattuti nel 2003 alla Fortezza, non può essere messo in discussione dalle necessità di una manifestazione, Pitti Uomo, i cui presunti impedimenti arborei al suo svolgimento sono tutti da verificare. Mentre interessi e logiche contrapposte si danno battaglia per realizzare davvero una città con servizi alla mobilità migliori, con alberature migliori e ampliate anche attraverso dolorose sostituzioni, non possiamo tollerare affermazioni che solo con il taglio di quelle 4 alberature si sia impedito che “Firenze, il suo prestigio, il suo tessuto economico ne sarebbero stati irreparabilmente danneggiati..” come il gruppo del partito di maggioranza va comunicando alla città ed al mondo, solidarizzando con quella scelta ed avvallando di fatto, l’insensibilità piu’ assoluta verso un tessuto storico così delicato.

Quegli alberi sono il simbolo vero dell’incapacità strategica della pianificazione e della gestione delle funzioni urbane, che vede Firenze ruotare attorno ad una ostinata scelta che fa delle Fortezza un polo fieristico assolutamente improbabile per una città moderna.

Leonardo Sgatti – presidente di Legambiente Firenze

ITALIA NOSTRA FIRENZE

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